Surriscaldamento globale: l’opinione del neoeletto Presidente USA Donald Trump

Surriscaldamento globale: l’opinione del neoeletto Presidente USA Donald Trump

Tra i maggiori problemi ambientali che riguardano e hanno riguardato il nostro Pianeta sino ad ora, quello che più allarma, scienziati e non, è il cambiamento climatico, ovvero il surriscaldamento globale.

Le cause che hanno portato a tale situazione sono ormai ben note e, anche se  per troppo tempo la popolazione mondiale non ha destinato alla problematica la giusta attenzione, oggi i dati confermano le previsioni: il cambiamento climatico a cui stiamo assistendo sempre più consapevolmente è causato dall’azione dell’uomo.

A sostenere ad alta voce tale teoria sono gli scienziati che da anni conducono approfondite indagini in merito al processo di surriscaldamento globale che interessa la Terra; il 97% delle ricerche sino ad ora condotte lo confermano: la causa principale va ricercata nell’attività umana.

Dopo oltre vent’anni di ricerche in merito, è stato condotto uno studio su ciò che sostene la ricerca scientifica mondiale; l’opinione di quasi tutti gli scienziati del mondo è che la prima causa dei cambiamenti climatici terrestri sia la quantità di emissioni di CO2 prodotta dall’azione umana.

Trattandosi di un argomento di interesse mondiale che cerca la più rapida soluzione possibile, è auspicabile che coloro che rappresentano la voce del popolo e che hanno potere decisionale sulla questione siano in accordo per procedere nella direzione migliore per il benessere del nostro Pianeta.

Vediamo, quindi, qual’è la posizione del neo presidente Donald Trump in relazione alla problematica dei cambiamenti climatici.

In un tweet del 2012 Trump scriveva: “Il concetto del riscaldamento globale è stato creato dai e per i cinesi, per rendere non competitiva l’industria americana”; ciò che c’è da augurarsi è che tale posizione sia oggi superata in favore di una nuova e più concreta linea di pensiero.

Con queste parole l’attuale presidente degli Stati Uniti non si “limita” a dare scarsa considerazione al problema del surriscaldamento globale, ma, cosa ben peggiore, ne nega l’esistenza all’origine, schierandosi contro il 97,1% degli scienziati del mondo, nonché contro la totalità degli attuali capi di stato.

Avendo oggi assumendo un incarico pubblico di tale spessore, mettendosi alla guida della più potente economia mondiale, Trump dovrà cambiare le sue vedute in favore della comunità scientifica, la quale afferma sempre più ad alta voce che il cambiamento climatico è causato, nonché è stato innescato e peggiorato costantemente, dall’uomo.

Una verità, questa, dalla quale oggi non è più possibile nascondersi, mettendo la testa sotto la sabbia; una verità scientifica accettata dai leader di tutti i Paesi, senza alcuna esclusione, ma non dal nuovo Presidente USA.

In una conferenza tenutasi lo scorso 25 maggio in North Dakota, Donald Trump ha dichiarato che appoggerebbe la ripresa del progetto Keystone XL, ovvero la costruzione dell’oleodotto che dividerebbe l’America del Nord in due, cancellerebbe l’adesione degli Stati Uniti all’Accordo di Parigi e smantellerebbe l’Epa, l’agenzia americana per l’ambiente; posizioni decisamente forti e assolutamente non in linea con i bisogni dell’ambiente.

Sarebbe, quindi, Donald Trump l’unico capo di stato e non riconoscere il gravissimo problema del surriscaldamento globale.

In un’intervista dello scorso marzo col Washington Post, Trump dichiara: “ Penso che sia in atto un cambiamento del clima. Ma non credo molto che sia provocato dall’uomo. Non ci credo molto. Vi è certamente un cambiamento del clima in corso – a guardar bene, avevamo un raffreddamento globale nel 1920 e ora abbiamo un riscaldamento globale, anche se ora non si sa bene se ci sia, questo riscaldamento globale. Lo chiamano con ogni sorta di nomi diversi; ora credo che sia molto in voga la frase ‘condizioni meteo estreme’. Io non ci credo molto… Forse c’è un minimo effetto dell’uomo, ma non ci credo granché.”

E, nel mese di gennaio 2016, intervistato durante la trasmissione Fox & Friends, il Presidente collega addirittura il fenomeno del riscaldamento globale ad una mera speculazione, affermando che: “Si tratta solo di una nuova forma di tassa molto, molto costosa. Un sacco di gente ci sta facendo su una montagna di soldi.”.

A triste conferma di tali sconcertanti dichiarazioni rilasciate ai media, nonché a smentire il sospetto, o forse più il desiderio, che si trattasse di concetti esagerati dai giornalisti, un altro tra i molti tweet in cui Donald Trump parla del cambiamento climatico come di un “inganno”:“Fa davvero freddo fuori, la chiamano una grande gelata settimane prima del normale. Ragazzi, potremmo usare una bella, grossa dose di riscaldamento globale!”.

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