Stop al consumo di carne: per la salute e non solo

Stop al consumo di carne: per la salute e non solo

Uno degli argomenti maggiormente discussi nell’ultimo periodo dalla comunità scientifica, nonché dall’intera popolazione, riguarda gli effetti nocivi del consumo di carne; è ormai provato che le carni trattate, ovvero quelle sottoposte a trattamenti di conservazione, risultano dannose per la salute.

Ma sembra proprio che le nostre abitudini alimentari non incidano unicamente sul nostro stato generale di salute, ma anche sul benessere dell’interno ecosistema e quindi del pianeta.

Come ben sappiamo, e anche in questo caso parliamo di un argomento molto discusso, le emissioni dei cosiddetti “gas ad effetto serra” rappresentano oggi uno dei più gravi e concreti problemi ambientali, ed è a questo proposito che un recente studio svedese afferma che ai fini di tutelare il clima è indispensabile cambiare anche le nostre abitudini alimentari.

Questo studio, effettuato dalla Scuola politecnica svedese Chalmers di Göteborg, pone l’attenzione sull’industria agricola e dell’allevamento sottolineando il fatto che esse sono responsabili di oltre ¼ delle emissioni dannose per l’ambiente.

Gli autori di tale studio, esperti in biologia ed economia dell’ambiente, spiegano che le emissioni di azoto provenienti dai terreni agricoli, nonché quelle di metano delle fattorie, sono destinate a raddoppiare nel prossimo futuro se non verranno introdotti significativi cambiamenti sia nei metodi produttivi che nei quantitativi prodotti.

Per tutti questi motivi, se l’Europa vorrà raggiungere gli obiettivi fissati per quanto riguarda la diminuzione delle emissioni di gas serra, dovrà far sì che i cittadini modifichino le proprie abitudini alimentari a favore di prodotti maggiormente sostenibili e al tempo stesso cambiare i sistemi produttivi del comparto agroalimentare.

Secondo lo studio svedese sarà necessaria una forte diminuzione del consumo di carne bovina, con un conseguente e significativo calo della produzione di latticini.

Come afferma Stefan Wirsenius, uno degli autori del documento, sarà indispensabile per lo meno privilegiare il consumo di altre tipologie di carni, che risultano meno pericolose per la salute dell’ambiente.

Lo studio in questione, infatti, mette in luce un altro dato molto significativo: la produzione di 1 chilogrammo di carne bovina comporta l’emissione di circa 200 chilogrammi di CO2, in confronto ai 10 chilogrammi necessari per la produzione di una stessa quantità di carne di maiale.

Inoltre, secondo un altro studio, condotto dalla Ong Friends of the Earth, la produzione di un singolo chilogrammo di carne bovina comporta l’utilizzo di ben 15.500 litri di acqua; con tale apporto idrico è garantita la produzione di 12 kg di grano o di oltre un quintale di carote.

Senza contare che circa il 40% della produzione annuale di avena, grano, mais e segale è, oggi, destinata all’alimentazione degli animali di allevamento; ovvero l’uomo decide di alimentare le vacche con enormi quantità di cibo piuttosto che consumarlo direttamente, un controsenso che rischia di ferire gravemente noi e il nostro pianeta.

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