Plastica, inquinamento e sicurezza: cosa indica il numero stampato su bottiglie e altri contenitori?

Plastica, inquinamento e sicurezza: cosa indica il numero stampato su bottiglie e altri contenitori?

Sacchetti, bottiglie, contenitori e imballaggi di ogni sorta; oggi la plastica regna sovrana tra i materiali utilizzati dall’uomo per i più svariati scopi.

Questo materiale, ormai onnipresente nelle nostre case e non solo, è sempre più utilizzato per via del fatto che è leggero e resistente, ma purtroppo a causa dell’incuria dell’uomo, che abbandona rifiuti nella natura e troppo spesso non si dedica alla racconta differenziata con corrette e costanti modalità, rappresenta uno dei fattori inquinanti più difficili da risolvere e monitorare.

Il modo per risolvere il problema esiste, ma ancora nessuna soluzione è riuscita ad apportare cambiamenti reali e sostanziali alla difficile situazione dell’inquinamento ambientale; assumere comportamenti eco solidali, tra cui il riciclo e il riutilizzo, è l’unico modo per non andare incontro ad un aggravarsi della situazione.

In questo post cercheremo di capire qualcosa in più sulla plastica, più precisamente sulle bottiglie e sui vari contenitori realizzati con questo materiale.

Ad esempio, se prendiamo una bottiglia di plastica, di qualsiasi marca e modello, troveremo sul fondo un numero stampato; vediamo qual’è il suo significato.

La plastica è un materiale molto particolare, e anche se potremmo essere portati a pensare che sia tutta uguale, in realtà ne esistono di svariati tipi; formarne nuove tipologie, infatti, è molto semplice.

La plastica è composta da lunghe catene di atomi di carbonio legati ad altri elementi, i quali determinano la tipologia del materiale in questione, ovvero le sue caratteristiche macroscopiche.

Ecco perché, quindi, troviamo plastiche trasparenti e plastiche opache, più o meno resistenti e flessibili, che si ammorbidiscono con il calore piuttosto che indurirsi; le varie differenze dipendono dai diversi legami stabiliti dal carbonio.

Da questo fatto ne consegue un altro, molto importante ed essenziale ai fine del riciclo: dato che la plastica in circolazione non è tutta uguale, ma è costituita da molecole diverse, non è possibile riciclarla tutta insieme, ma occorre fare la giusta distinzione tra le varie tipologie.

Ecco che quel numero stampato sul fondo delle bottiglie e di altri contenitori di plastica trova il suo senso: esso serve a separare i vari tipi di plastica nel centri di raccolta, per poi poter procedere al riciclo.

Vediamo, ora, l’elenco dei numeri, ai quali corrisponde sempre una sigla, e le caratteristiche delle plastiche corrispondenti, al fine di sapere cosa acquistiamo  e se si tratta o meno di un materiale sicuro.

(I numeri identificativi si trovano all’interno di un triangolo composta da tre piccole frecce, al di sotto del quale troviamo la sigla corrispondente).

01 (sigla PET o PETE)

La sigla in questione è l’abbreviazione di polietilene tereftalato, utilizzato per la realizzazione della maggioranza dei contenitori usa e getta; questo tipo di plastica è leggera e flessibile.

Se avete per le mani una bottiglietta con questo numero stampato sul fondo, sappiate che non dovreste mai utilizzarla per più di una volta; questo tipo di plastica, infatti, tende a rilasciare componenti tossiche con il passare del tempo, inoltre utilizzandola più volte si aumenta il rischio di contaminazioni batteriche.

Il lavaggio delle plastiche PET richiede sostanze chimiche e strumenti professionali; per igienizzare una bottiglia con questa sigla non è quindi sufficiente la pulizia domestica.

02 (sigla HDPE o PE-HD)

Questa sigla indica un tipo di plastica le cui molecole presentano una densità molto elevata; questo significa che siamo di fronte ad un materiale più rigido, utilizzato, ad esempio, per i contenitori di detersivi, saponi in generale e giocattoli.

È consigliato acquistare bottiglie d’acqua e di altre bevande marchiate con questo numero, perché più sicure.

03 (sigla PVC o V)

PVC è la sigla che indica il cloruro di polivinile; con questo materiale si realizzano gli imballaggi alimentari e giocattoli per bambini e animali.

Questo tipo di plastica è responsabile del rilascio di sostanze chimiche pericolose per la salute dell’uomo e degli animali, pertanto se ne sconsiglia l’acquisto.

04 (sigla LDPE o PE-LD)

Questa plastica, a differenza della HDPE, è costituita da catene di carbonio molto distanti tra loro, la quali determinano un materiale molto flessibile; questo tipo di plastica causa il rilascio di composti pericolosi, pertanto non la si utilizza mai per confezionare prodotti alimentari.

05 (sigla PP)

La sigla sta per polipropilene, un materiale sintetizzato che viene usato per il confezionamento degli alimenti più delicati, come ad esempio i latticini.

Si tratta di una plastica leggera, resistente e termoindurente, ovvero che non si scioglie con il calore; rispetto ad altre tipologie di plastica questa è efficace come barriera contro l’umidità.

06 (sigla PS)

“PS” indica il polistirene, un materiale usato, ad esempio, per gli imballaggi degli elettrodomestici e per la realizzazione di piatti, bicchieri e posate di plastica; non si dovrebbero mai sottoporre questi oggetti a fonti di calore a causa del possibile rilascio di sostanze cancerogene.

07 (sigla ALTRO)

Questa categoria include tutti i tipi di plastica che non appartengono alle categorie appena elencate.

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