Nespresso: disastro ecologico in capsula

Nespresso: disastro ecologico in capsula

Si chiama Jean Paul Gaillard, il signor Nespresso, colui che è riuscito a far bere il suo caffè in tutto il mondo da milioni di persone; il ceo della Nespresso ha inventato la famosa formula che in breve tempo è riuscita a conquistare il mercato globale.

Le coloratissime ed invitanti cialde fanno parte della quotidianità di tutti noi, se non altro attraverso i ben noti spot pubblicitari e gli altrettanto conosciuti testimonial; sembra che solo la Nestlè abbia venduto oltre 15 miliardi di cialde nel mondo.

Ebbene, oltre alla grande popolarità, le cialde della Nespresso sembra abbiano anche un grande debito con la natura; le piccole capsule hanno, infatti, un elevato potenziale inquinante.

A ragion di logica appare evidente che queste cialde siano un prodotto altamente inquinante: qualsiasi imballaggio lo è, e quando si parla di confezionare il caffè 5 grammi alla volta in piccolissimi contenitori a base di alluminio l’impatto ambientale è, purtroppo, più che evidente.

La Nestlè è ormai consapevole del fatto che il suo prodotto stia causando grandi difficoltà ai sistemi di smaltimento dei rifiuti e Gaillard si dice pentito per non aver considerato l’aspetto relativo all’impatto ambientale; la Nestlè ha messo a disposizione dei propri clienti raccoglitori per il riciclo delle capsule, ma con scarsi risultati, visto che solo il 5% delle capsule vengono riciclate.

Per dare un idea della reale situazione, in Germania, la città di Amburgo ha deciso addirittura di bandire le cialde della Nespresso e in Gran Bretagna è stato prodotto un film di fantascienza in cui la capsule abbandonate danno origine ad un mostro che distrugge il Pianeta (“Kill the K cup”).

Attualmente Gaillard, dopo aver fatto il “mea culpa”, ha messo sul mercato capsule biodegradabili, che vengono prodotte dalla Ethical coffee company, un’azienda da lui fondata.

Anche Lavazza tenta di limitare l’impatto ambientale delle cialde annunciando l’arrivo di capsule biodegradabili; il problema, però, sembra essere quello di riuscire a mantenere un prezzo concorrenziale.

Nel 2015 è stato avviato il programma “The positive cup” che nasce da un accordo tra Nespresso e Cial (Consorzio per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in alluminio); tale programma prevede che vengano installate 46 isole di riciclo e vengano dotati di contenitori per la raccolta delle cialde 36 boutique Nespresso.

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