Le dieci proposte di Legambiente per ridurre lo smog

Le dieci proposte di Legambiente per ridurre lo smog

Purtroppo se ne parla solo quando la situazione diventa critica e ingestibile, esattamente come è successo nei giorni passati, ma lo smog sta ormai cingendo le nostre città nella sua morsa di aria irrespirabile, con valori di polveri sottili che vanno molto oltre le soglie accettabili. Si tratta, purtroppo, di una situazione talmente grave che di certo non è neanche lontanamente risolvibile con interventi sporadici come le targhe alterne o i blocchi totali della circolazione, ma piuttosto con una politica lungimirante e concreta.

La vera soluzione al problema, infatti, secondo Legambiente risiederebbe nella creazione di nuove politiche di mobilità che prevedano il potenziamento dei mezzi pubblici locali e progetti di mobilità alternativa: solo così sarà possibile liberare i centri urbani dalla cappa irrespirabile che, soprattutto nei soggetti più a rischio come gli anziani e i bambini, è responsabile anche dell’insorgenza di malattie respiratorie e cardiovascolari.

Ecco, quindi, le dieci proposte di Legambiente volte al miglioramento della qualità dell’aria, e della vita, nelle nostre città.

  1. Ridurre gli spostamenti motorizzati individuali del 50% – Approvare un piano che preveda il potenziamento delle linee di tram e metropolitane per arrivare, entro due anni, a ridurre del 50% gli spostamenti in auto, e ridurle ulteriormente e sistematicamente, nel giro di 6 o 8 anni, portandole a meno del 30%.
  2. Mille treni per i pendolari – Più treni per i pendolari, per bloccare la tendenza che porta i pendolari a scegliere l’auto al treno per andare da casa a lavoro e viceversa, a causa dei continui ritardi e del sovraffollamento invivibile dei mezzi.
  3. Cento strade per la ciclabilità cittadina – Proporre, nelle grandi città, un piano di finanziamento per la realizzazione di nuove strade ciclabili che permettano spostamenti in bicicletta efficienti e sicuri, favorendo la scelta di questo mezzo all’auto privata.
  4. Ridurre la velocità a 30 km/h – Introdurre nei centri abitati un nuovo limite di velocità di 30 km/h, escludendo le arterie di scorrimento principali, per ridurre l’inquinamento atmosferico, quello acustico e incrementando la sicurezza per i pedoni, grazie alla riduzione degli incidenti.
  5. Chi inquina, che paghi – Prevedere una disposizione che proponga l’estensione a tutte le grandi città del modello dell’Area C in atto a Milano, ovviamente in concomitanza con il potenziamento dei mezzi pubblici locali.
  6. Blocco dei sussidi all’autotrasporto – Reindirizzare i soldi che tutti gli anni vengono indirizzati all’autotrasporto, sotto forma di aiuti diretti e indiretti, destinandoli al potenziamento e al miglioramento dei trasporto pubblici.
  7. Escludere i diesel dalle città – Entro il 2016, imporre il divieto alla circolazione, nei centri urbani, dei veicoli più inquinanti, sia auto che camion, prima con il divieto di circolazione ai diesel euro 0 e 1, per arrivare nel 2017 al divieto di circolazione per il diesel Euro 3, e nel 2020 al divieto per l’Euro 5 (ossia tutti quelli che sono stati venduti fino ad oggi).
  8. Rivedere i riscaldamenti cittadini – Vietare l’utilizzo dei combustibili inquinanti, escludendo quindi il metano, nel riscaldamento degli edifici pubblici e privati, con l’applicazione della contabilizzazione di calore.
  9. Ridurre l’inquinamento industriale – Applicazione di autorizzazioni ambientali integrate più severe, coadiuvate da un più efficace sistema di controllo pubblico.
  10. Controlli sulle reali emissioni delle auto – Mettere in atto fin da subito i nuovi criteri di omologazione per i veicoli di nuova immissione sul mercato, che finora erano solo di prova, con tanto di verifica su strada e obbligo di dichiarazione dei reali risultati di consumo e di relativo inquinamento.

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