Le 5 fonti di energia rinnovabile più insolite e bizzarre

Le 5 fonti di energia rinnovabile più insolite e bizzarre

Con il lento ma inesorabile consumarsi delle riserve planetarie di idrocarburi fossili e con l’aumento progressivo ed esponenziale della popolazione mondiale, gli scienziati sono sempre occupati a cercare di individuare, inventare o creare fonti di energia sempre nuove e, arrivando a proposte a volte anche estremamente bizzarre.

Ecco cinque delle più strane che sono state inviate a una speciale commissione che si occupa di testare le nuove proposte. Alcune, magari, le vedremo realizzate neanche tra qualche anno, altre tra qualche secolo… e alcune forse mai!

 

1. Metano di origine bovina

Non è un mistero che i bovini siano tra i maggiori responsabili del riscaldamento globale, infatti qualcosa come il 18% dei gas che contribuiscono a creare l’effetto serra sono prodotte dall’alito dei bovini (e di altro tipo di bestiame) mentre brucano l’erba. Il mondo, quindi, diventerebbe davvero un posto migliore se l’uomo diventasse vegetariano e si ridimensionasse quindi l’industria dell’allevamento dei bovini! Ma visto che si tratta di un processo davvero utopico, gli scienziati nel frattempo si sono industriati per provare a creare dei modi alternativi per riutilizzare queste “emissioni” bovine.

Una delle idee proposte è quella di utilizzare lo sterzo di mucca come combustibile, trasformandolo in bio-gas che potrebbe essere utilizzato per riscaldare le case o per alimentare stufe e forni. Un’altra possibilità bizzarra potrebbe essere quella di fissare delle grosse taniche ad ogni vacca per raccogliere le emissioni di metano grazie a un tubo che arriverebbe direttamente dallo stomaco dell’animale. Apparentemente infatti, secondo un gruppo di ricerca argentino, una mucca di dimensioni standard è in grado di produrre fino a 900 litri di emissioni al giorno: non è difficile, di conseguenza, immaginare quanto potenziale energetico potrebbe essere prodotto da un grande branco ogni giorno.

 

2. Trasporto sotterraneo per generare calore

La maggior parte delle grandi città è dotata di sistemi ferroviari sotterranei, utilizzati da migliaia e migliaia di persone su base quotidiana per muoversi da una parte all’altra della città; questi sistemi, contando anche i macchinari, i computer e i server che assicurano il perfetto funzionamento dei trasporti, generano un discreto quantitativo di calore, mentre allo stesso tempo vengono spesi centinaia di migliaia di euro per cercare di mantenere, sotto terra, una temperatura non troppo elevata. Così, quella che potenzialmente potrebbe essere un’ottima fonte di calore viene semplicemente “espulsa” e persa. Ma come si potrebbe riutilizzare tutto quel calore?

Sembra che a Londra stiano già pensando seriamente in questa direzione, con la progettazione (per ora, solo sulla carta) di un network di sistemi di ventilazione che pompano calore dalla rete metropolitana direttamente nei negozi e negli uffici che si trovano ai piani superiori, riducendo così le bollette dei consumi energetici e l’impatto ambientale globale della grande metropoli.

 

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