I danni del surriscaldamento globale: la Grande barriera corallina sta morendo

I danni del surriscaldamento globale: la Grande barriera corallina sta morendo

La Grande barriera corallina, situata al largo della costa del Queensland (Australia nord-orientale), è la più grande barriera di corallo esistente sulla Terra; composta da quasi 3mila barriere singole e da oltre 900 isole, per una superficie di circa 350.000 km quadrati, questo prezioso patrimonio naturale rischia di scomparire a causa dell’impatto dell’uomo sull’ambiente.

Questa barriera dalla grande biodiversità, Patrimonio mondiale dell’Unesco e inclusa dalla CNN tra le sue sette meraviglie del mondo, rischia di scomparire; ad oggi il 35% dei suoi coralli è stato letteralmente ucciso dallo sbiancamento provocato dall’innalzamento della temperatura dell’acqua del mare.

Si tratta della più grave condizione mai registrata sino ad ora; accertata dagli studi condotti dai ricercatori della James Cook University, guidati dal professor Terry Hughes, attraverso rilevazioni aeree e subacquee.

La Grande barriera corallina ha perso, negli ultimi 30 anni, quasi la metà della sua copertura di corallo.

La colpa del clima

Come accertato, la minaccia principale è rappresentata dai grandi cambiamenti climatici degli ultimi decenni; il surriscaldamento delle acque del mare unitamente alla crescente acidificazione degli oceani, nonché allo sviluppo invasivo di una particolare specie di stella marina che si nutre proprio di coralli, stanno provocando la lenta ma inesorabile morte di uno degli ecosistemi più ricchi della Terra.

Si tratta del cosiddetto “sbiancamento dei coralli”, un fenomeno dovuto all’aumento della temperatura dell’acqua, che porta i coralli a sbiadirsi indebolendo così le azioni dell’alga che fornisce a questi il nutrimento e l’ossigeno di cui necessitano per sopravvivere.

Non si tratta soltanto della “semplice” morte dei coralli ma di un vero e proprio effetto domino che colpisce tutte le creature e i microorganismi che vivono nella barriera corallina; un intero e meraviglioso ecosistema che include migliaia di specie viventi sembra sia destinato alla scomparsa.

L’area meridionale della barriera corallina australiana, quella che si trova a sud di Cairns, è l’unica parte della barriera ad essersi salvata dallo sbiancamento grazie all’azione naturale di un violentissimo ciclone tropicale, il quale, accompagnato da forti piogge, sembra essere riuscito a raffreddato le acque.

La natura tenta di porre rimedio da sé ai gravi danni causati dall’uomo, ma se tutti noi non cominciamo ad agire concretamente ai fini di ridurre la produzione di gas serra la situazione potrebbe peggiorare in maniera drastica e senza ritorno.

You might also like

News

Le dieci proposte di Legambiente per ridurre lo smog

Secondo Legambiente, basterebbero dieci accorgimenti per migliorare la qualità dell’aria nelle nostre città, e di conseguenza anche la qualità della vita. Ecco quali sono, e perché risulterebbero più efficaci rispetto a metodi come le targhe alterne e i blocchi saltuari del traffico.

Ambiente

Plastica nel pesce: qual’è la situazione dei mari e quale l’impatto sulla salute pubblica

L’inquinamento dell’acqua, così come quello dell’aria, ha effetti nascosti e latenti che spesso si tende ad ignorare o a sottovalutare perché non direttamente visibili o sperimentabili; tra gli altri, il fatto che la fauna marina si sta ammalando a causa dell’incuria dell’uomo che continua ad abbandonare rifiuti in seguito ingeriti anche da pesci e molluschi. Le microplastiche sono entrate di fatto nella catena alimentare dei pesci; scopriamo quali sono gli effetti sulla fauna marina e quali i rischi per i consumatori.

Risparmio Energetico

Eco-cooler: un sistema per produrre aria condizionata senza elettricità

Un paese molto povero come il Bangladesh, in cui più della metà della popolazione vive in baracche costruite con le lamiere e dove il caldo in estate raggiunge temperature estreme, ha trovato un modo molto ingegnoso di costruire un sistema di condizionamento fai da te usando bottiglie di plastica e cartone. L’idea di un gruppo di impiegati si è ora trasformata in un progetto vero e proprio che tutti, anche a casa, possono realizzare facilmente e in pochi passaggi. Ecco come fare.

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply