Giardinaggio spaziale: fiori e lattuga crescono in orbita

Giardinaggio spaziale: fiori e lattuga crescono in orbita

L’idea nasce dalla necessità degli astronauti di sopravvivere al meglio durante lunghe missioni nello spazio; inoltre, è molto importante anche il beneficio psicologico che gli operatori del settore possono trarre da tale coltivazione in orbita.

Il primo esperimento, riuscito e documentato attraverso immagini davvero suggestive, è stato portato a termine nella Stazione spaziale internazionale, l’Iss, pensando ad un possibile futuro sbarco su Marte.

L’immagine postata su Twitter da Scott Kelley, astronauta della Nasa, sarà uno degli scatti che resterà per sempre nella storia e nell’immaginario del 2016; si tratta di una Zinnia, un magnifico fiore arancione immortalato nell’oscurità dello spazio.

L’esperimento, a cui è stato dato il nome Veggie, è riuscito alla perfezione e gli astronauti della Stazione spaziale internazionale sono riusciti a far crescere, oltre al fiore, anche alcune piante di lattuga, che hanno consumato direttamente nello spazio, potendo, finalmente, mangiare un cibo fresco.

Come sottolinea Alexandra Whitmire, una scienziata per il “Behavioral health and performance”, un progetto facente parte dello “Human research program” della Nasa: “ Le piante possono infatti migliorare le lunghe missioni in ambienti isolati, confinati ed estremi, ambienti artificiali e privi della natura. Anche se non tutti i membri dell’equipaggio sono impegnati nella cura delle piante, per molti avere questa possibilità è utile”.

La Whitmire sostiene, inoltre, che l’esperimento Veggie sarà in grado di produrre delle importanti informazioni in vista di una futura missione su Marte.

Gli astronauti sono impegnati in missioni sempre più lunghe durante le quali, in assenza di stimoli esterni, diventa sempre più importante dal punto di vista psicologico mantenere un contatto con la natura e riuscire a consumare cibi freschi.

Il primo successo dell’esperimento, ovvero la fioritura della Zinnia nello spazio, è arrivato dopo diversi tentativi, così come il primo raccolto di lattuga; il primo tentativo, fallito a causa della siccità, ha spinto gli scienziati a rielaborare i sistemi di irrigazione e il successo non si è più fatto attendere.

Per l’esperimento Veggie sono stati scelti i fiori Zinnia perché possiedono le giuste caratteristiche per aiutare gli scienziati a comprendere come le piante da fiore possono crescere in condizioni di microgravità.

Infatti, la pianta della zinnia, molto diversa da quella della lattuga, è piuttosto difficile da coltivare, molto sensibile ai diversi parametri ambientali e alle condizioni della luce; si tratta di una specie che necessita di circa 70 giorni per crescere, e questo ha fatto sì che si dovessero superare molte difficoltà prima di veder sbocciare un fiore, ad esempio la formazione di muffe e l’eccessiva umidità.

Nonostante tali problematiche, la squadra è stata in grado di creare quella è stata poi denominata  “La guida per la cura della Zinnia per il giardiniere in orbita”, una guida che contiene tutte le informazioni necessarie per la cura della pianta e che è stata utilizzata con successo da Kelley durante la sua missione.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel mondo del giardinaggio, nonché nel futuro delle missioni spaziali.

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