Drinkable Book: il libro speciale che purifica l’acqua

Drinkable Book: il libro speciale che purifica l’acqua

Purificare l’acqua con un libro: un progetto innovativo e a costo ridotto

L’acqua è il bene più prezioso al mondo e, anche se continuamente inquinata e terribilmente compromessa da non risultare potabile in molte zone del pianeta, rimarrà sempre la risorsa fondamentale per eccellenza. Senza acqua, non c’è vita e ogni giorni team di esperti portano avanti, nel loro piccolo, importanti battaglie in proposito.

Il progetto che vi presentiamo oggi ne è un importante esempio. Si chiama Drinkable Book ed è stato realizzato grazie a un’importante collaborazione tra la McGill University e la University of Virginia, con il supporto di WaterlsLife, un’associazione impegnata in modo attivo in progetti volti a fornire acqua potabile e sistemi di sanificazione di questa importantissima risorsa.

Nella fattispecie stiamo parlando di un libro molto speciale. Le sue pagine sono infatti composte da carta da filtro ad alta tecnologia, ogni pagine ne contiene due per l’esattezza, in grado di generare acqua pulita pari al consumo necessario per trenta giorni.

Com’è possibile tutto chiesto, vi chiederete voi, ed eccovi subito pronta la risposta. Ogni pagina contiene del libro contiene nano particelle in grado di contrastare batteri e agenti virali e l’acqua, dopo essere entrata in contatto con i filtri delle pagine, è esattamente la stessa che scorre dai nostri rubinetti di casa.

La produzione di ogni pagina costa circa pochi centesimi di dollaro, Drinkable Book, con le sue preziose pagine, non richiede alimentazione e, in più, pare che il libro sia prodotto con carta e prodotti chimici a basso prezzo se confrontati con i prezzi di altri sistemi in atto per purificare l’acqua.

Per ora, si tratta solo di un progetto, che però potrebbe diventare realtà entro la fine del nuovo anno. Non ci resta che attendere gli sviluppi di questo progetto innovativo che, anche se di primo impatto potrebbe suscitare un sorriso per l’idea quantomeno bizzarra, se preso in considerazione dagli esperti del settore, potrebbe rappresentare davvero un’alternativa economica per purificare l’acqua.

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