Cibo sostenibile: il manifesto di LifeGate per nutrirsi senza divorare il Pianeta

Cibo sostenibile: il manifesto di LifeGate per nutrirsi senza divorare il Pianeta

Si chiama LifeGate Food ed è un’interessante progetto per la sensibilizzazione e l’informazione sull’alimentazione sostenibile; le tematiche coinvolte in tale iniziativa sono molte, dall’agricoltura biologica alla prevenzione dei tumori, dall’equa ripartizione dei profitti tra produttori e rivenditori al rispetto dei territori sfruttati.

Il concetto basilare di LifeGate può essere riassunto con una semplice ma folgorante affermazione: occorre nutrire il Pianeta e non mangiarlo; l’impatto dell’uomo sull’ambiente ha messo in crisi l’ecosistema, le attività umane hanno impoverito la Terra, stanno esaurendo le sue risorse.

Ci stiamo dimenticando una verità assoluta, ovvero che il benessere del Pianeta è in definitiva quello di tutti i suoi abitanti e quindi il nostro.

Attingendo, come abbiamo fatto negli ultimi due secoli, alle risorse della Terra, il suolo, l’acqua e l’energia, nonché attraverso l’uso massivo di pesticidi, le emissioni inquinanti nell’atmosfera, gli ogm, la deforestazione, gli allevanti e le coltivazioni invasive, stiamo sottraendo vita e impattando in maniera fortemente negativa sull’intero sistema ambientale.

Da queste problematiche si apre uno spiraglio che prende il nome di cibo sostenibile, ovvero prodotti alimentari che rispettano le biodiversità, cibo stagionale che non necessita di costose serre che consumano enormi quantità di energia, senza ogm e capace di valorizzare il lavoro agricolo nutrendoci in maniera più sana.

Si tratta di cibo prodotto nel rispetto del Pianeta e delle persone che lo abitano.

Secondo uno studio della Union of Concerned Scientists quello che mettiamo in tavola determina ben un quinto dell’impatto ambientale derivante da una famiglia media; ciò significa che quando facciamo la spesa possiamo scegliere di farlo in maniera sostenibile, oppure sfruttando il nostro Pianeta.

Può sembrare strano ma da piccole decisioni quotidiane derivano enormi disastri ambientali, qualora si tratti di comportamenti e abitudini massive; essere consumatori attenti all’ambiente è possibile e non significa stravolgere il proprio stile di vita, è sufficiente decidere di acquistare soltanto i cibi “giusti”.

Il manifesto del cibo sostenibile di LifeGate si divide in 10 punti che riassumono i parametri essenziali per uno stile alimentare che sia sostenibile, rispettoso e consapevole.

1. Farsi del bene

Ovvero consumare unicamente alimenti di qualità, evitando cibi ricchi di grassi, zuccheri raffinati e additivi.

2. Preferire i prodotti bio

Oltre a impattare molto di meno sull’ambiente, l’agricoltura biologica è una sorta di serbatoio di carbonio; ogni ettaro di terreno così coltivato assorbe circa una tonnellata e mezza di CO2.

Inoltre questi prodotti sono assolutamente più sani: le arance bio contengono oltre il 30% in più di vitamina C, l’uva biologica presenta un’alta concentrazione di resveratrolo, preziosa sostanza anticancro.

3. Evitare l’olio di palma

Si tratta di un grasso vegetale, molto economico e versatile per l’industria, che viene prodotto deforestando le foreste pluviali dell’Indonesia e di molti altri paesi del mondo, con conseguenze drastiche quali l’estinzione degli oranghi e delle tigri di Sumatra, nonché di intere popolazioni locali le cui modestissime coltivazioni vengono distrutte e rimpiazzate da gigantesche produzioni industriali.

4. Limitare il packaging

Imballaggi e involucri con cui ormai si confeziona qualsiasi cibo inquinano e possono contaminare gli alimenti; per ovviare al problema si devono scegliere prodotti non confezionati e nel caso il packaging sia proprio indispensabile occorre sceglierlo in base al materiale di cui è costituito (contenitori in bio-plastica, riciclati o in carta certificata da foreste a gestione sostenibile).

5. Evitare gli ogm

I cosiddetti cibi biotech comportano enormi rischi per la salute nonché per l’ambiente. Ad oggi circa l’83 % dei semi ogm di mais, soia, colza e cotone è resistente ad erbicidi e tossine e questo ha portato allo sviluppo di infestanti ed insetti ultra resistenti che sono arrivati a danneggiare ben il 50 % dei raccolti.

6. Promuovere una logistica intelligente

Ovvero adottare la cosiddetta “filiera corta” che mette in contatto diretto agricoltore e consumatore della stessa zona, riducendo così trasporti, imballaggi e relativi costi.

Inoltre i cibi che arrivano da lontano vengono conservati in speciali celle frigorifere trattate con veri e propri gas antiparassitari, cosa che determina la quasi totale perdita del loro contenuto vitaminico nonché del gusto.

7. Tutelare la biodiversità

I dati del World Resources Institute attestano che l’ibridazione delle varietà agricole sia stata causa di un dimezzamento dei raccolti tra il 1930 e il 1980; i numeri parlano chiaro: 3.000 frutti commestibili nelle foreste tropicali, 2.000 di questi consumati dagli indigeni e soltanto 30 dal mondo occidentale.

È importante inoltre acquistare “pesce sostenibile”, ovvero non a rischio di estinzione, quindi pescato nella giusta stagione e nei mari più vicini al luogo di consumo, con metodi di pesca rispettosi dell’ambiente marino.

8. Privilegiare le organizzazioni del commercio equo e solidale

Realtà che corrispondono ai contadini un prezzo più alto rispetto ai grossisti e che devolvono il denaro in più ad opere di utilità sociale. Inoltre dove i contadini lavorano con queste organizzazioni non rischiano di vedere aerei spargere diserbanti sulle loro piantagioni mentre lavorano.

9. Consumare meno carne

Consumare meno carne significa limitare l’impatto dell’uomo sul Pianeta; infatti per produrre un chilo di carne si consumano oltre dieci chili di cereali e foraggio e si impiega una quantità di terreno circa dieci volte maggiore a quella che servirebbe per ottenere l’equivalente calorico in una dieta vegetale.

Inoltre produrre carne significa immettere anidride carbonica nell’atmosfera e consumare per un singolo chilo di carne ben 15.500 litri di acqua; senza contare i danni alla salute causati dalle proteine in eccesso e dai grassi di origina animale.

10. Consumare solo cibo semplice e di stagione

Decidere di acquistare soltanto cibo di stagione e non trattato significa mettere in tavola alimenti più sani sia per noi che per l’ambiente, nonché più economici.

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