Car sharing: la vera alternativa all’auto di proprietà

Car sharing: la vera alternativa all’auto di proprietà

Da alcuni anni ormai, complice l’arrivo dell’euro, sono sempre di più le persone che faticano a mantenere l’auto di proprietà; nonostante il fatto che il nostro Paese registri un numero molto elevato di veicoli pro capite (una media di 61 auto ogni 100 abitanti registrata nel 2012), anche nel Bel Paese il servizio di car sharing acquista sempre più consensi.

Il primo fattore che spinge gli automobilisti nella direzione del car sharing è certamente il fattore economico; l’Italia è, infatti, il secondo paese in Europa per spesa pro capite per l’auto di proprietà.

Il triste primato spetta, invece, ai Paesi Bassi e i paesi più virtuosi risultano essere Germania e Repubblica Ceca: dati provenienti da un recente studio condotto in 11 paesi europei sui costi di utilizzo e proprietà dei veicoli a motore.

Questi dati sembrano scontrarsi con un altro numero, quello degli italiani che hanno optato per il servizio di car sharing; oltre 600mila, infatti, hanno eletto tale servizio come alternativa al possesso di un auto, specialmente chi abita nella grandi città.

Il costo medio di un auto di proprietà è il risultato di molte spese che devono essere affrontate regolarmente da coloro che decidono di possedere un veicolo; si tratta del costo di acquisto, delle spese per il carburante, sempre appesantite dall’Iva e dalle elevate accise, dei costi di assicurazione e tassa di proprietà che sono, in Italia, tra i più alti in tutta Europa.

 

Ad aggiungersi a tale onerosi costi c’è la repentina perdita di valore del veicolo, nonché i costi di manutenzione e riparazione e ancora le spese per parcheggi a pagamento, percorrenze in zone a traffico limitato e così via.

Per tutte queste ragioni anche in Italia sembra che il car sharing possa rappresentare una valida e concreta alternativa alla costosissima auto di proprietà, specialmente per coloro che abitano nei grandi centri metropolitani.

È, infatti, Milano a guidare quella che si potrebbe definire la car sharing revolution; una città, nella quale l’auto di proprietà resta ancora molto diffusa (57 auto ogni 100 abitanti), ma che si appresta a rinunciare almeno alla seconda auto, non soltanto a causa del fatto economico, ma anche per favorire nuove e più sostenibili forme di mobilità.

Ovviamente non ha tutti conviene rinunciare alla propria auto a favore del car sharing; facendo un esempio concreto: chi vive in una grande città, possiede una city car da alcuni anni e percorre circa 500km al mese avrebbe un’effettiva convenienza a scegliere un servizio di car sharing elettrico.

Sul web si possono trovare tabelle molto chiare ed intuitive  con cui poter comparare i costi mensili di un’auto di proprietà con quelli di un servizio di car sharing.

I vantaggi  dell’auto condivisa però non sono limitati esclusivamente all’aspetto economico; il car sharing riduce il numero delle vetture in circolazione con i conseguenti benefici in termini di inquinamento ambientale e acustico.

Inoltre l’auto condivisa è sicura, molto spesso più sicura di una vecchia auto di proprietà, poiché si tratta di auto recenti dotate di tecnologie che aumentano la sicurezza su strada.

Se elettrica, l’auto condivisa è a limitato impatto ambientale, garantisce l’accesso gratuito alle ZTL, può circolare anche in caso di blocco del traffico e non paga il parcheggio.

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