Allevamento, caccia, pesca: “Ci stiamo mangiando il Pianeta”

Allevamento, caccia, pesca: “Ci stiamo mangiando il Pianeta”

Si tratta di un’affermazione forte e decisamente dura: “Ci stiamo mangiando il Pianeta”; ebbene sì, rende benissimo l’idea, la popolazione della Terra non soltanto fatica a rispettare l’ambiente, ma lo sta divorando, ovvero consumando senza scrupolo alcuno.

Tale affermazione, diretta ed assolutamente lucida, è stata fatta da Lisa Kemmerer, autrice del libro “Mangiare la terra. Etica ambientale e scelte alimentari” e professoressa di filosofia delle religioni presso l’università del Montana USA; nella sua opera la studiosa evidenzia in maniera chiara e priva di girotondi l’enorme impatto dell’uomo sull’ambiente, più precisamente riferendosi alle conseguenze ecologiche dell’allevamento, della caccia e della pesca, azioni massive che agiscono sugli ecosistemi dell’intero Pianeta in maniera davvero devastante.

L’opera della Kemmerer è interamente dedicata alla forte connessione esistente tra le scelte alimentari che l’uomo compie quotidianamente e il degrado del Pianeta; l’impatto ambientale della caccia, della pesca e dell’allevamento influenza enormemente sull’intero ecosistema, diventando la principale causa del suo costante degrado.

Basti pensare alla deforestazione, un’azione con un incredibile impatto ecologico, che l’uomo intraprende da troppo tempo con totale incuria; le foreste che un tempo ricoprivano quasi totalmente le aree emerse della Terra, oggi sono sempre più rade e rare.

La cosiddetta biodiversità, ovvero la varietà di esseri viventi che popolano la Terra, è in serio declino, interi ecosistemi si sono estinti e molti altri sono in gravissime condizioni di sopravvivenza; la fauna mondiale è diminuita del 58% soltanto nel periodo compreso tra il 1970 e il 2012, una frazione di secondo se paragonato all’esistenza della vita sul Pianeta; un dato tanto allarmante da far sembrare verosimili le più catastrofiche pellicole fantascientifiche.

Anche la fauna ittica sta conoscendo un periodo di declino inesorabile, e le razze che da migliaia di anni popolavano la Terra si sono ormai dimezzate; la causa principale di tale situazione è la nostra alimentazione, e oggi si parla di evidenza e non più di ipotesi.

L’opera realizzata da Lisa Kemmerer evidenzia tale situazione analizzando la connessione tra il degrado ambientale e le azioni dell’uomo, nello specifico le sue abitudini alimentari.

L’autrice si rivolge ai suoi lettori come ai consumatori, a coloro che hanno il grande potere di scegliere come alimentarsi e quali abitudini sviluppare, mettendo in luce la grandissima importanza che ciò che mettiamo in tavola ha sulle reali condizioni dell’ambiente.

Mettendo in atto scelte coscienziose e oculate tutti noi possiamo contribuire a contrastare la deforestazione, così come l’inquinamento e il generale impoverimento delle terre e dei mari.

In un estratto del libro della Kemmerer si legge: “Come consumatori […] con il vostro portafoglio votate a favore o contro la terra. Impegnarsi in una dieta vegetale è la decisione più importante che potete intraprendere in nome dell’ambiente. Potete decidere da che parte schierarvi ogni volta che sedete a tavola a mangiare”.

Questa affermazione è molto chiara e prevede un’importante presa di coscienza da parte nostra; tutti noi dobbiamo prendere una decisione per il futuro del nostro Pianeta, per il nostro futuro: da che parte vogliamo stare, con l’ambiente o contro di esso?

Nell’opera della Kemmerer si trovano moltissimi dati allarmanti, dati che supportano sempre la tesi dell’autrice e che danno un chiarissimo segnale della gravità della situazione; per fare un semplice esempio di ciò che accade ogni volta che ci si siede a tavola dobbiamo sapere che una porzione di carne bovina crea di fatto un potenziale di riscaldamento dell’atmosfera pari a 36 kg di anidride carbonica.

E ancora, i prodotti agricoli destinati a nutrire il bestiame d’allevamento contano oltre il 70% dei cereali prodotti negli Stati Uniti e il 60% di quelli europei; un dato davvero impressionante!

Evitando il consumo di prodotti animali si ridurrebbe di oltre dieci volte il quantitativo di emissioni nocive di combustibile fossile per caloria.

Riferendosi al rapporto Livestock’s Loug Shadow, pubblicato dalle Nazioni Unite nel 2008, la Kemmerer identifica nell’allevamento la principale causa dei cambiamenti climatici.

Tutti i prodotti animali, quindi carne, latticini e uova, che si trovano sul mercato a basso prezzo sono un’illusione, sottolinea la Kemmerer, ovvero non prendono in alcune considerazione i cosiddetti costi esternalizzati, ovvero quelli a carico dell’intera comunità, che paga con foreste impoverite, acque inquinate, degrado dell’ecosistema e cambiamento climatico.

Come afferma l’autrice “Il regime alimentare è la più importante decisione che intraprendiamo riguardo al nostro impatto ambientale”.

Nell’opera si leggono anche aspre considerazioni sulle misure prese dagli ambientalisti, i quali tendono, secondo l’autrice, ad essere decisamente silenti sull’argomento delle scelte alimentari, preferendo altre strade a quella del cambiamento del sistema alimentare, tra cui diminuire il consumo di acqua in agricoltura ed optare per auto a basso consumo di carburante.

Secondo la Kemmerer ognuna di queste misure è irrilevante se messa a confronto con i benefici ambientali che deriverebbero dal passare ad una dieta vegana.

Infine, tra i temi più toccati e più ingombranti, il libro evidenzia l’enorme impatto ambientale dell’industria ittica, affermando, sempre con dati a sostegno, che la pesca industriale sta gradualmente ed inesorabilmente svuotando i mari e gli oceani di tutto il Pianeta.

È del 2003 la triste segnalazione della Pew Ocean Commission sul declino dei grandi predatori del mare, secondo i dati della commissione l’uomo ha eliminato ben il 90% dei grandi predatori, tra cui lo squalo, il merluzzo e il pesce spada.

Inoltre, esiste un grave effetto secondario chiamato “cattura accessoria”: la pesca industriale comporta un elevatissimo numero di prede catturate “per sbaglio”, tra cui tartarughe, uccelli marini, foche e delfini.

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