19 agosto, overshoot day: quando il mondo entra in deficit ecologico

 

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Il 19 agosto 2014 è stato quello che il Global Footprint Network, il centro di ricerca che si occupa di studiare l’impatto dell’uomo sulla Terra, ha battezzato l’Overshoot Day, ossia il giorno che segna il superamento del consumo delle risorse energetiche a disposizione.

Questo vuol dire che da due giorni abbiamo iniziato ad indebitarci, e a sottrarre beni e risorse al futuro, in quanto il pianeta non è più in grado di rigenerare quello che abbiamo consumato. Parliamo di suolo fertile, di piante, di aria pulita e di piante. Parliamo di un consumo smodato delle risorse che abbiamo ricevuto in eredità dal nostro percorso evolutivo, durato più di 3 miliardi di anni. Soprattutto se pensiamo che abbiamo “fatto fuori” in soli otto mesi e mezzo le risorse che, con un consumo più oculato, sarebbero dovute bastarci un anno.

Solo nel 1962, poco più di cinquant’anni fa, l’uomo utilizzava poco meno di tre quarti della capacità del nostro pianeta di rigenerare alimenti, legno, fibre, risorse ittiche e di “digerire” le sostanze inquinanti. Negli anni Settanta abbiamo superato il limite, e da allora è stato un trend in crescita.

Più dell’85% della popolazione mondiale oggi vive in paesi che consumano più di quanto i loro ecosistemi siano in grado di rigenerare e di produrre, e per quel che riguarda il nostro paese, in Italia consumiamo più di 4 volte quello che il territorio riesce a fornire.

Questo vuol dire che, sempre secondo gli esperti del Global Footprint Network, avremmo bisogno più o meno di una Terra e mezza per sostenere il nostro consumo di risorse.

La soluzione? Da una parte servirebbe un’evoluzione tecnologica, dall’altra di un’evoluzione nello stile di vita delle persone, a cominciare dalle aziende, che dovrebbero fare in modo che chi acquista i loro prodotti inquini sempre di meno. Sogno, utopia, o la necessaria realtà a cui andremo incontro tra qualche anno?

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